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Alberto Giacometti – RITRATTO DI MEYER

CHF389.00

Fotolitografia / Fotoriproduzione autorizzata dall’originale realizzata negli anni ’60
Maestosa opera grafica che riproduce con una qualità eccezionale i disegni originali di Giacometti nei minimi dettagli, rendendola perfettamente identica al disegno originale incluse le sfumature cromatiche del supporto cartaceo utilizzato dall’artista.
Firmato in lastra (quando è presente la firma)
Timbro a secco originale dell’Editore
Provenienza, Autenticità, Numerazione:
“Quarantacinque disegni di Alberto Giacometti” numero 618/1245
Giulio Einaudi editore, Torino 1963
Dimensioni: Folio 560 x 450 mm Netto Litografia  448 x 315 mm
Perfette condizioni generali – Certificato di autenticità allegato (C.O.A.)

Fotolithografie / Fotoreproduktion nach dem Original aus den 1960er Jahren
Majestätische grafische Arbeit, die Giacomettis Originalzeichnungen mit außergewöhnlicher Qualität in jedem Detail reproduziert und sie perfekt mit der Originalzeichnung identisch macht, einschließlich der chromatischen Farbtöne des vom Künstler verwendeten Papierträgers.
Platte signiert (wenn Signatur vorhanden ist)
Original-Trockenstempel des Herausgebers
Provenienz, Authentizität, Nummerierung:
“45 Zeichnungen von Alberto Giacometti” Nummer 618/1245
Giulio Einaudi Verlag, Turin 1963
Abmessungen: Folio 560 x 450 mm Netzlithographie  448 x 315 mm
Perfekte allgemeine Bedingungen – Echtheitszertifikat beigefügt (C.O.A.)

Photolithographie / Photoreproduction autorisée à partir de l’original réalisé dans les années 1960
Œuvre graphique majestueuse qui reproduit les dessins originaux de Giacometti avec une qualité exceptionnelle dans chaque détail, le rendant parfaitement identique au dessin original y compris les nuances chromatiques du support papier utilisé par l’artiste.
Plaque signée (lorsque la signature est présente)
Tampon sec original de l’éditeur
Provenance, authenticité, numérotation:
“Quarante-cinq dessins d’Alberto Giacometti” numéro 618/1245
Editeur Giulio Einaudi, Turin 1963
Dimensions: Folio 560 x 450 mm Lithographie nette  448 x 315 mm
Conditions générales parfaites – Certificat d’authenticité joint (C.O.A.)

Photolithography / Photoreproduction authorized from the original made in the 1960s
Majestic graphic work that reproduces Giacometti’s original drawings with exceptional quality in the smallest details, making it perfectly identical to the original drawing including the chromatic shades of the paper support used by the artist.
Plate signed (when signature is present)
Publisher’s original dry stamp
Provenance, Authenticity, Numbering:
“Forty-five drawings by Alberto Giacometti” number 618/1245
Giulio Einaudi publisher, Turin 1963
Dimensions: Folio 560 x 450 mm Net Lithograph  448 x 315 mm
Perfect general conditions – Certificate of authenticity attached (C.O.A.)

cod: giac618_32

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Venditore: Historian Lugano

ALBERTO GIACOMETTI E LA SCARNIFICAZIONE DELL’UOMO

“Di qualsiasi cosa si tratti, di scultura o di pittura, è solo il disegno che conta” diceva Alberto Giacometti, che vedeva nel disegno il fondamento estetico e concettuale delle sue opere pittoriche e plastiche. La sua esperienza creativa si declina in poche voci: l’Amore per la famiglia e per la sua natia Val Bregaglia, – nei Grigioni, in Svizzera – la voglia di riprodurre la Verità e il Lavoro instancabile. «Penso di progredire ogni giorno. – affermava – Per questo lavoro più che mai». Nato nel 1901, la sua è una famiglia amorevole e sarà il padre Giovanni, noto pittore pre-impressionista, il suo primo maestro: gli insegnerà a dipingere e a scolpire, mentre la madre e il fratello Diego – poi attento custode di tutte le sue opere – poseranno per lui. Studia a Ginevra e nel 1922 saranno i genitori a spingerlo a trasferirsi a Parigi per frequentare l’Acadèmie de la Grande Chaumière. Giacometti affitterà un piccolissimo e spoglio atelier nel 14º Arrondissement e lì lavorerà per 25 anni. La sua Arte parte dal disegno. Le linee sono sovrapposte, frantumate e analitiche; appaiono su ogni superficie disponibile: buste e lettere, giornali, riviste e tovaglioli, le pareti dello studio e le pagine del suo inseparabile taccuino. «Il percorso di noi artisti moderni è in questa volontà di afferrare, di possedere qualcosa che sfugge continuamente… – diceva – È come se la realtà fosse continuamente dietro i velari che si strappano. Ce n’è ancora un’altra, sempre un’altra». Ritraeva l’amata Annette, gli amici o chi aveva un’affinità elettiva con lui, ma ritrovava la somiglianza solo nell’attenzione ai particolari di Cimabue, nella ieraticità egizia e in Tintoretto. Nel 1928 Giacometti entra a far parte del gruppo surrealista e, per 7 anni la sua ricerca estetica indaga il problema dello spazio e della sua delimitazione. Dall’analisi del mito e del sogno, passa poi a quella della realtà. Si avvicina alle tematiche esistenzialistiche e usa la pittura e la scultura per raccontare l’inaccessibilità degli oggetti e la distanza tra gli uomini. Tra il 1933 e il 1935 si dedica alla grafica: dalla xilografia all’incisione a bulino, dall’acquaforte alla puntasecca. La perizia tecnica che ne ha fatto “il gigante esistenzialista del ‘900” convive con l’irrequietezza; l’idea del Fallimento diventa la sua ossessione: se «il movimento è fatto di immobilità che si succedono, ogni scoperta è subito persa, per sempre» e ogni opera è un interrogativo che non avrà risposta. L’impossibilità di “uscire dal tempo” non gli darà pace fino alla morte, nel gennaio del 1966. La sua ricerca si è rivolta alla realtà più vera dell’uomo moderno, che è solo, immerso nel silenzio. Data 1963 l’esemplare in perfette condizioni del volume “Quaranta disegni di Alberto Giacometti” edito da Einaudi, che raccoglie ritratti, paesaggi e nature morte: grazie ad esso Historian Lugano racconta anche questa storia.

ALBERTO GIACOMETTI AND THE DECONSTRUCTION OF MAN

“Whatever it is, sculpture or painting, it is only the drawing that counts,” said Alberto Giacometti, who saw Drawing as the aesthetic and conceptual foundation of his pictorial and plastic works. His creative experience declines in a few voices: the Love for his family and for his native Val Bregaglia, – in Graubünden, Switzerland – the desire to reproduce the Truth and the untiring Work. “I think I progress every day. – He affirmed – For this I work more than ever.” Born in 1901, his was a loving family and his father Giovanni, a well-known pre-impressionist painter, was his first teacher: he taught him to paint and sculpt, while his mother and brother Diego – later the careful Guardian of all his works – posed for him. He studied in Geneva and in 1922 his parents pushed him to move to Paris to attend the Acadèmie de la Grande Chaumière. Giacometti will rent a small and bare atelier in the 14th Arrondissement and will work there for 25 years. His art starts from drawing. The lines are superimposed, shattered and analytical; they appear on every available surface: envelopes and letters, newspapers, magazines and napkins, the walls of the studio and the pages of his inseparable notebook. “The path of us modern artists is in this desire to grasp, to possess something that continually escapes…. – he said – It’s as if reality is constantly behind the veils that are being torn. There is still another, always another”. He portrayed his beloved Annette, his friends or those who had an elective affinity with him, but found the Similarity only in the attention to detail of Cimabue, in the hieratic Egyptian Art and Tintoretto. In 1928 Giacometti joined the Surrealist group and, for 7 years, his aesthetic research investigates the Problem of Space and its Delimitation. From the analysis of Myth and Dream, then passes to that of Reality. He approaches the existentialist themes and uses painting and sculpture to tell the inaccessibility of objects and the distance between men. Between 1933 and 1935 he devoted himself to Graphics: from woodcut to engraving, from etching to drypoint. The technical skill that made him “the existentialist Giant of the 1900s” coexists with restlessness; the idea of Failure becomes his obsession: if “movement is made up of successive immobilities, every discovery is immediately lost, forever” and every work is an unanswerable question. The impossibility of “leaving Time” will not give him peace until his death in January 1966. His research turned to the truest reality of Modern Man, who is alone, immersed in silence. Date 1963 the exemplar in perfect conditions of the volume “Forty drawings by Alberto Giacometti” published by Einaudi, which collects portraits, landscapes and still lifes: thanks to it Historian Lugano tells also this story.

Historian Lugano

La società Historian è attiva nel campo delle opere d’arte e del collezionismo da oltre un ventennio con lo scopo di collezionare e valorizzare molteplici beni con particolare valenza storica e artistica. In quest’ultimo decennio la serietà abbinata alla comprovata esperienza hanno permesso a Historian di crescere e di svilupparsi anche sul mercato online. Attraverso il proprio sito internet presenta una serie di opere e oggetti selezionati di ottimo livello, dal vintage all’antico. Historian dedica inoltre speciale attenzione al settore delle foto storiche, in particolare del Ticino, con un archivio personale in continuo aggiornamento. Tutte le opere vendute da Historian sono corredate da un certificato di autenticità (C.O.A.) che ne attesta originalità e provenienza.
È presente sul territorio Luganese con un negozio fisico situato all’interno del centro Maghetti (Orario di apertura: Mercoledì, Venerdì, Sabato 10-17 orario continuato).

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